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RONZA
 

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Incontro dell'11 novembre 2016

 

 

 

Video della serata - prima parte (link Youtube)

Video della serata - seconda parte (link Youtube)

 

 

 


Incontro del 4 luglio 2016

 

 

 


Vent'anni!

Ottobre 1995 - Ottobre 2015

 

 

Gli incontri nell'ambito del ventennale:

 

     

 

 


 

 

Il terzo della serie di incontri nell'ambito del ventennale:

LA PACE LIBERA TUTTI
Stanare l'ingiustizia, battere i muri

si è tenuto il 16 marzo
 

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Spunti di riflessione (PDF)

Video della serata (link Youtube)


Il riassunto della serata (Davide Fasolo):

Mercoledì 16 maggio le porte della sala Pasolini si sono aperte una nuova volta per ospitare le idee e le persone venute per parlare, ascoltare e soprattutto confrontarsi.

È proprio sul confronto che si è deciso di puntare per affrontare uno degli argomenti più spinosi della storia: la pace. Ovviamente l’incontro ha toccato entrambe le facce della questione, parlando della guerra e della pace. Quella guerra che ci mette sempre di fronte ai nostri limiti, quella pace che ci spinge a superarli.

La puntuale introduzione a cura del professor Marabini ci ha proiettati all’interno della questione. Con il suo discorso ha messo di fronte all’assemblea la realtà di una guerra che non porta da nessuna parte, non alla salvezza, certo non alla ricchezza o alla risoluzione dei nostri problemi.

Il vero grande invito è quello di pensare, parlare e cercare di capire a fondo questo nostro bisogno di pace, perché la pace è fondamentale e non opzionale, per salvare quello che ancora abbiamo e andare avanti, cercando di farlo tutti insieme.

Camminare insieme è quello che fanno con grande coraggio i volontari di Operazione Colomba, come ci raccontano i due rappresentanti quella sera.

“Si tratta di mettersi in gioco in prima persona, essere lì per loro e con loro” sembrano dire le loro voci mentre raccontano della loro esperienza nelle missioni in Libano e Palestina. Nonostante noi non saremo mai nella loro situazione possiamo far valere il nostro passaporto europeo per dare una mano. Possiamo esserci.

È questa la più toccante testimonianza che ci regalano: ai nostri giorni niente è lontano, la guerra è dagli altri oggi come domani potrebbe venire da noi. Quello che possiamo fare è sapere se l’affronteremo cercando la pace o alzando muri. Quello che vogliamo promettere è che nessuno mai sarà lasciato solo.

 

Alcune immagini della serata:

 

 

 

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Il secondo della serie di incontri nell'ambito del ventennale:

BUON LAVORO?
Fra sogni e stipendio, occupazione e dignità.

 si è tenuto il 14 gennaio

 

Video della serata - Luciano Sita (link Youtube)

Video della serata - Vincenzo Linarello (link Youtube)

Spunti di riflessione (PDF)

 

Il riassunto della serata (Manuela Manni):

Il tema della serata è stato il Lavoro, affrontato prima attraverso una lettura del mercato e dell'attuale crisi e successivamente da una riflessione sui nuovi possibili modelli economici d'impresa basati sull'Etica e nuovi paradigmi sociali e valoriali.

Vincenzo Linarello, Presidente del Gruppo cooperativo GOEL della Locride – Calabria e Luciano Sita, Presidente della Commissione etica di Coop Adriatica, hanno fornito spunti di particolare interesse partendo dalle proprie esperienze in qualità di imprenditori.

Sita ha sottolineato l'importanza di fare impresa attraverso un nuovo approccio culturale, possibile solo attraverso strumenti di sostegno, politiche economiche e normative che sostengano lo sviluppo delle imprese stesse ed il relativo cambiamento. Le imprese sono il motore dell'economia futura la cui competitività non deve basarsi solo sulla capacità di ridurre i costi, ma sulla ricerca e produzione di valore con innovazione e creatività. Ha ribadito la necessità di incentivare la cultura del fare insieme, richiamando i valori dei primi cooperatori che fondarono Conad e Granarolo: passione, competenza, umiltà, sussidiarietà ed ha esortato ad avere coraggio e a credere nei sogni, in quanto motori del cambiamento.

Linarello ha ripercorso le tappe che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo del Consorzio GOEL, oggi costituito da numerose aziende/cooperative agricole colpite dalla 'Ndrangheta e da cooperative sociali, tessili, sanitarie, tour operator, incubatori per le imprese e punto di riferimento del territorio.

Goel è l'esempio di un nuovo paradigma di fare impresa: la debolezza di coloro che erano stati colpiti dalla 'Ndrangheta e le condizioni di svantaggio degli abitanti del luogo assoggettati da un sistema economico-sociale fortemente condizionato dal potere organizzato sono stati trasformati in un punto di forza. Linarello ha evidenziato che il Progetto ha preso avvio dai bisogni sociali, economici, ecc. dei cittadini per dare risposte concrete ed organizzate attraverso la creazione di realtà imprenditoriali accumunate da valori di sussidiarietà, partecipazione, mutualismo e reciprocità. La direttrice comune e collante della rete è stata l'Etica: “L'Etica non può accontentarsi di essere soltanto giusta ma deve poter diventare efficace”, applicata a tutte le fasi dei processi produttivi od erogazione dei servizi: materie prime e processi di lavorazione bio, legalità del lavoro, stipendi commisurati all'impegno professionale.

Il modello utilizzato, ha precisato Linarello, si basa sul paradigma di cittadinanza attiva, concetto mutuato dal modello di “sussidiarietà verticale” che esprime il valore delle azioni e decisioni che provengono “dal basso” e la responsabilità di ognuno e che genera l'attribuzione di senso e significato del proprio fare e del proprio essere.

Entrambi i relatori hanno quindi convenuto che per un “Buon Lavoro” è necessario cambiare paradigma: da un modello di economia basata sul profitto, qualità, prezzo sostanzialmente costruita sull'immagine di un uomo concentrato solo sul proprio benessere, ad un modello di economia basata sull'Etica, sussidiarietà, partecipazione e responsabilità, incentrata sui bisogni sociali e concreti delle persone.

 

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Il primo della serie di incontri nell'ambito del ventennale:

PIANETA TERRA, UN BENE COMUNE

 è stato
il 18 novembre 2015.
 


Il riassunto della serata (Luca Vignoli):

Mercoledì 18 Novembre ci siamo trovati alla sala Pasolini di Castel Maggiore per confrontarci sul problema ambientale e le possibili risposte che possiamo adottare contro di esso.
Abbiamo potuto addentrarci più approfonditamente nella questione grazie ai preziosi contributi di Don Matteo Prodi, docente di morale sociale ed esperto di etica di impresa e di Costituzione italiana; e Nicola Armaroli, chimico, dirigente di ricerca CNR di Bologna, direttore della rivista scientifica "Sapere" e autore di alcuni libri sulle nuove tecnologie e le risorse energetiche.
Don Matteo Prodi, riprendendo l'enciclica "Laudato sì" del Papa, si è concentrato su quanto sia necessario che l'uomo ristabilisca un legame forte con la Terra. Per troppo tempo abbiamo creduto di essere proprietari di essa e abbiamo abusato dei beni che Dio ha posto in lei. L'economia capitalista che guarda solo al profitto ci porta a ignorare il riscaldamento globale e tutti i problemi collaterali che comporta, in nome di un guadagno economico a discapito di tutto e di tutti.
È in questo contesto che si fa pressante la necessità di una presa di coscienza da parte dei cittadini nella scelta dei capi politici e da parte degli imprenditori nel dare alla propria attività un fine che non guardi soltanto all'utile economico, ma che miri al bene della società.
Il dott. Armaroli si è soffermato invece su un piano più "tecnico" della questione.
Si può generalmente affermare che a partire dalla rivoluzione industriale l'uomo ha conosciuto un'epoca di sviluppo economico, tecnologico e scientifico che si protrae tutt'oggi e che demanda inevitabilmente una sempre maggiore disponibilità di risorse. Questo ha determinato una tendenza via via più diffusa e intensa all'estrattivismo, non solo per quanto riguarda i combustibili fossili ma anche per quelle che sono le cosiddette "terre rare", elementi poco presenti in natura, che stiamo estraendo in quantità elevate perché necessarie per diversi apparecchi, come gli smartphone ad esempio. La progressiva sottrazione di risorse dal nostro pianeta ha costretto le industrie a fare affidamento alle tecniche di estrazione "non convenzionali", come la ricerca di combustibili fossili a profondità sempre maggiori o l'estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose, che comportano un maggior rischio per l'ambiente.
Possiamo dunque concludere che quello ambientale è un problema che richiede uno spazio nel dibattito politico e sociale molto più ampio di quanto non gli sia stato dedicato in passato e che l'idea comune di uno sviluppo economico tendente all'infinito deve inevitabilmente cessare, in quanto è lo stesso cambiamento climatico ad avvertirci di come il pianeta -e noi con lui- non può più sopportare l'estrattivismo e l'emissione di gas serra che sono la conseguenza necessaria al consumismo dei tempi odierni.

 

 

Alcune immagini della serata:

 

 

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