Nicolas Massarenti

Per poter parlare di come l’Europa viene vista e pensata dall’Ovest, avendo vissuto a Montréal (Québec, Canada), occorre fare un breve ragionamento introduttivo sul paese che mi ha ospitato.

Il Canada è infatti uno stato con politiche di immigrazione molto accoglienti rispetto a molti altri paesi del mondo. Per questo, e nonostante il sistema canadese non sia indiscriminatamente aperto e libero, vivere in Canada significa entrare a contatto con un ambiente profondamente multietnico e multiculturale, che rappresenta una descrizione viva ed efficace del concetto di “melting pot”, solitamente associato ai vicini Stati Uniti. Molte persone che ho incontrato e con cui ho parlato hanno quindi una storia familiare che ha radici in varie parti del mondo, e che approda poi in Canada, e lì rimane e si stabilizza. Quello che racconterò è quindi il punto di vista di canadesi “non DOC”, come diremmo dal nostro punto di vista. Ma credo in realtà che questa sia l’essenza del Canada, e che loro si sentano profondamente canadesi, e come tali vadano considerati.

Le tre parole fondamentali che descrivono come l’Europa viene vista dal Canada sono queste: fascino, libertà e unità.

Fascino, perché dall’altra parte dell’Oceano l’Europa viene percepita come una terra ricca di storia, culture, tradizioni ed edifici antichissimi, e questo esercita un fascino senza eguali. La maggioranza delle persone con cui ho avuto la fortuna di parlare sostiene che siamo molto fortunati a poter chiamare “casa” un posto così storicamente ricco, e che possiamo ritenerci forti delle nostre radici solide e lontane. Il dubbio però sorge spontaneo: è davvero così anche per noi che in Europa siamo nati e viviamo le nostre vite?

Libertà, perché se per noi l’America è la terra della libertà, delle infinite possibilità e dei sogni per eccellenza, per chi guarda l’Europa da un’altra prospettiva siamo noi europei ad avere libertà di cui loro non godono, come un’incredibile libertà di circolazione, ma anche di poter frequentare università con rette non stellari. Di conseguenza, ci vedono molto più liberi in termini di scelta: scelta del posto in cui vivere, scelta di percorso di studi e di carriera.

La terza parola è unità. Se noi facciamo molta fatica, sia teoricamente sia praticamente, a percepire l’Europa come unita e unitaria, per chi vive dall’altra parte dell’Oceano questo ragionamento è invece abbastanza immediato. L’Europa è vissuta come un insieme di stati diversi ma è anche fondata su meccanismi di unione e collaborazione, come dimostra il fatto che è dotata di un “governo centrale”. Certamente questo meccanismo di pensiero deriva da un grossolano errore che viene commesso da molti americani, ovvero considerare l’Unione Europea un po’ come una fotocopia sbiadita dello stato federale americano e/o canadese. Ovviamente l’Unione Europea è molto lontana da questo modello, ma credo che comunque questo pensiero, seppur semplice ed erroneo, possa rappresentare per noi europei uno spunto di riflessione interessante: se per chi vive molto lontano è facile pensarci uniti, non potrebbe forse essere più semplice anche per noi?

 

 

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